Archivi della categoria: Parcheggi

Badia Fiesolana e Ponte alla Badia: l’impatto paesaggistico di parcheggi, scalinata pedonale e piattaforma ecologica in una lettera inviataci da una cittadina

In alto: prima e dopo l’intervento. In basso: la piattaforma ecologica

I parcheggi e la scalinata pedonale (con la piattaforma ecologica) tra Villa Salviati, la Badia Fiesolana e il Ponte alla Badia. L’impatto paesaggistico negativo di opere pubbliche

Passano i mesi, ma non mi rassegno allo sfregio di due colline: il parcheggio, con scalinata pedonale, che segna come una cicatrice la collina di villa Salviati (di notte ha le sembianze di una lugubre croce adagiata orizzontalmente lungo la collina); la scalinata pedonale che da Ponte alla Badia sale fino alla Badia Fiesolana, con una piattaforma alla sua base, che ospita un ampio spazio con cassonetti per la raccolta dei rifiuti dell’Istituto Universitario Europeo. Sono certa che tale cementificazione – in alcune delle colline più belle che circondano Firenze e da cui si ha una delle viste più suggestive della città – è stata autorizzata: si tratta di proprietà dello Stato italiano e di luoghi sottoposti a rigidi vincoli storici e paesaggistici. La direzione dei lavori è del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e del Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche per la Toscana le Marche e l’Umbria; i lavori sono stati regolarmente autorizzati in Conferenza dei servizi da Comune di Fiesole, Comune di Firenze e Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Firenze; la spesa ha superato il milione di euro. In rete è possibile reperire numerose informazioni al proposito. LEGGI TUTTO

Parcheggi interrati in piazza del Cestello e in via dei Renai-piazza dei Mozzi: Italia Nostra scrive al Soprintendente


Come già nell’incontro Fatti e misfatti. L’assurdo progetto di un parcheggio interrato in Piazza del Cestello ed altri aspetti della gentrificazione nella città storica ed in Oltrarno, organizzato dal Comitato Oltrarno Futuro il 4 novembre 2019, Italia Nostra sottolinea il fatto che – per le piazze storiche e per tutto il tessuto storico di Firenze – debba applicarsi, per gli interventi urbanistici, il principio del “restauro conservativo” sancito dal Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, e non quello improprio della “riqualificazione”: concetto, quest’ultimo, declinato spesso, purtroppo, dalle pubbliche amministrazioni in chiave manomissiva e distruttiva rispetto ai valori identitari della città. LEGGI TUTTO

NUOVO CENTRO SPORTIVO DI BAGNO A RIPOLI. COMUNICATO CONGIUNTO DI ITALIA NOSTRA, LEGAMBIENTE, LISTA PER UNA CITTAFINANZA ATTIVA

BAGNO A RIPOLI, 28.11.2019
Comunicato Stampa – LETTERA APERTA
INCONTRO del SINDACO con i CITTADINI sul CENTRO SPORTIVO della FIORENTINA

Presidente Commisso, ci auguriamo che la Fiorentina, nell’immediato futuro, non sia ricordata solo per il centro sportivo più grande e più bello del mondo, perché questo intervento, in una visione più ampia, potrebbe invece passare alla storia come l’inizio della fine del Piano di Ripoli.
Ricordiamo che tutta l’area del Pian di Ripoli ricade sotto numerosi vincoli statali paesaggistici ma anche idraulici di vario genere, che devono garantire un’assoluta permeabilità del terreno: non a caso la vasta area in questione si chiama “il Padule”.

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Lunedi 4 novembre. “Fatti e Misfatti”: incontro pubblico sul progetto di parcheggio interrato in Piazza del Cestello e altri aspetti della gentrificazione

OSSERVAZIONI DI ITALIA NOSTRA ALLA VARIANTE DELLA SCHEDA DI TRASFORMAZIONE TRr 05 – TAVARNUZZE, FACENTE PARTE DELLLA VARIANTE GESTIONALE AL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATA CON DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE n. 125 DEL 18 DICEMBRE 2018 (VARIANTE SEMPLIFICATA AI SENSI DEGLI ART. 30 E 32 DELLA L.R. 65/2014)

Questa Associazione rileva che la delibera n. 125 del 18/12/2018 di Variante gestionale al Regolamento Urbanistico (R.U.), adottata dal Consiglio Comunale, prevede l’espansione edilizia nell’abitato di via Barducci a Tavarnuzze, zona ormai completamente satura, tramite la costruzione di 9690 metri cubi di nuovi edifici a cinque piani per circa 40 appartamenti più garage seminterrati (con nuove strade e nuovi parcheggi) dietro la locale scuola media, a ridosso dell’area boscata della Vallombrosina costituente invariante strutturale. Continua a leggere →

Esposto al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze contro il Permesso per la realizzazione di un nuovo parcheggio privato nel Quartiere di Gavinana

Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. Esposto contro l’illegittimità del Permesso a costruire n. 2175 rilasciato dal Servizio Edilizia privata del Comune di Firenze l’11 agosto 2017, per la realizzazione di un nuovo parcheggio privato per ben n. 76 veicoli nell’area verde del c.d. “ex podere della Mattonaia”, posta in Firenze all’interno dell’isolato delimitato da Via di Ripoli – Via Caponsacchi – Via Accolti (Quartiere di Gavinana)

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L’associazione Italia Nostra appoggia con piena convinzione l’esposto inoltrato da un folto gruppo di cittadini di Firenze alla Procura della Repubblica in data 27/07/2018, convinta che la realizzazione del parcheggio sia in contrasto con le normative vigenti, a partire dalle urbanistiche, oltre al fatto che esso accrescerebbe sensibilmente il traffico e il rischio di incidenti, danneggiando la qualità della vita e la salute della popolazione: e ciò, perché gli unici due accessi-uscite per la prevista area di sosta da Via Caponsacchi e da Via Ripoli, quest’ultima strada stretta e ad intensissimo flusso veicolare, sono ridottissime, appena due metri e sessanta nel primo caso e due metri e ottanta nel secondo caso. Tale misura rende oggettivamente impossibile il passaggio in contemporanea, di automobili e di persone specialmente se portatori di handicap ed auto (contrasto col D.M. LL.PP. 14 giugno 1989 n. 236 e D.P.G.R. 29 luglio 2009 n. 41r in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, normativa che prevede dimensioni minime inderogabili per gli spazi riservati al passaggio pedonale, che qui non sarebbero rispettate).

Oltre a ciò, la realizzazione del parcheggio sarebbe lesiva dei diritti dei proprietari delle unità immobiliari facenti parte dello stabile di Via di Ripoli n. 55-57. In particolare, il portone di ingresso del condominio e 4 finestre di civili abitazioni sono prospicienti al resede individuato quale vialetto di accesso pedonale e carrabile da Via di Ripoli al parcheggio; i condomini sono tutti titolari di servitù, di passo e carrabile sugli accessi al parcheggio da Via di Ripoli e da Via Caponsacchi; i proprietari delle unità immobiliari al piano terreno sono titolari di diritto di trasformare in porte delle finestre prospettanti sul passaggio.

E ancora, stante l’allineamento di Via di Ripoli e di Via Caponsacchi, l’ingresso e l’uscita dal parcheggio avverrebbero non in via diretta ma angolare, ciò che richiederebbe più manovre con conseguente rallentamento e aumento del traffico.

Tali motivi oggettivamente ostativi alla realizzazione del parcheggio furono per tempo (il 26 luglio 2016) esplicitati dall’avvocato dei condomini Luca Righi al Servizio edilizia privata, quindi gli Uffici sapevano e di conseguenza il permesso a costruire n. 2175/2017 parrebbe viziato per abuso.

In ogni caso, per tutte queste ragioni, in data 15/11/2017 alcuni cittadini, presentarono al Comune una istanza di annullamento/revoca, in via di autotutela, predisposta dall’Avv. Nicola Fortuna. L’istanza ebbe accoglienza favorevole, tanto che il Dirigente del Settore Edilizia Privata, con disposizione n. 296/2018 del 14.2.2018, avviò formale procedimento finalizzato alla “revoca/annullamento del permesso a costruire n. 2175/17″, disponendone cautelarmente la sospensione dell’efficacia, evidenziando la sussistenza di “gravi ragioni”  quanto alla legittimità del medesimo permesso a costruire in riferimento ai profili evidenziati dai ricorrenti ed esponenti ed in particolare quanto alla violazione dell’art. 15 della N.T.A. del R.U. e “carenza di valutazione, tra l’altro, sui seguenti aspetti: 1) corretta accessibilità dalla strada pubblica; 2) rispetto delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche; 3) presenza di servitù di passaggio … e di una servitù <non aedificandi>”. Questo procedimento – grazie ai documenti forniti dai cittadini all’Amministrazione – ha altresì evidenziato elementi “nuovi e divergenti rispetto alle prospettazioni rese in fase istruttoria da parte dei richiedenti il permesso a costruire”.

Purtroppo, nonostante quanto sopra, il procedimento di “revoca/annullamento” non ha di fatto avuto, dopo il suo avvio, nessun seguito, non essendosi neppure provveduto a svolgere da parte degli Uffici alcun accertamento (tanto meno con i necessari sopralluoghi sul posto) al fine di verificare concretamente la sussistenza del requisito della “corretta accessibilità alla strada pubblica”  imposto dall’art. 15 delle N.T.A. del R.U., né quanto alle evidenti (ed ampiamente documentate dai ricorrenti/esponenti attraverso la produzione di relazioni tecniche asseverate ed eloquente documentazione fotografica) condizioni di grave pericolosità che deriverebbero dal passaggio delle numerose  auto che utilizzerebbero il futuro parcheggio attraverso accessi di dimensioni ridottissime, oltre tutto interferenti con i portoni di ingresso di alcuni dei Condominii contermini (specialmente quello di Via di Ripoli 55), comunque privi delle dimensioni minime richieste per consentire il contemporaneo passaggio di veicoli e pedoni, nonché a maggior ragione di garantire l’accesso a persone disabili.

L’inazione recente dell’Amministrazione ha reso vana la sospensione dell’efficacia del permesso a costruire della durata di gg. 90, cosicché la scadenza di tale termine, avvenuta in data 20.5.2018, ha consentito ai titolari del permesso a costruire di presentare comunicazione di avvio dei lavori.

Stante tale incresciosa situazione, Italia Nostra sottolinea il fatto che l’avvocato Luca Righi – per conto del condominio di Via di Ripoli n. 55 – pochi giorni fa abbia inoltrato al Dirigente del Servizio Edilizia privata del Comune di Firenze “Notifica sospensione dell’efficacia del permesso di costruire n. 2175/17 e avvio del procedimento di revoca d’ufficio [Pratica 622/2014]”: affermando:

che, essendo stato formalmente avviato il procedimento di “revoca/annullamento”, ne è obbligatoria la conclusione (qualunque sia l’esito cui esso perverrà), con l’adozione di un provvedimento espresso e motivato;

che il diverso comportamento tenuto dagli Uffici – che dopo aver avviato il procedimento in questione, non vi hanno incomprensibilmente e contraddittoriamente dato seguito alcuno, tanto da lasciarlo “pendente” senza addivenire ad alcuna decisione finale quanto ai profili posti a base della disposizione n. 296/2018 del Dirigente in indirizzo – costituisce violazione dei più elementari principi in materia di procedimento amministrativo, con particolare riferimento all’obbligo di conclusione di cui all’art. 3 della L. n. 241/1990;

che, oltre tutto, l’inerzia segnalata favorisce evidentemente di per sé i titolari del permesso a costruire che, non per nulla, scaduta la sospensione originariamente disposta e non avendo il Comune portato a termine il procedimento avviato, né sostanzialmente avendo dato seguito al medesimo, sono oggi in condizione – come hanno già comunicato – di avviare i lavori: senza peraltro che sia stato verificato dall’Amministrazione alcunché quanto alle “gravi ragioni” (comportanti grave pericolo per la sicurezza di persone e cose) che pure hanno originato l’avvio del procedimento in autotutela; e senza che nel frattempo sia stata fornita alcuna informazione agli esponenti/ricorrenti e al loro legale in proposito.

Tutto quanto considerato, Italia Nostra chiede rispettosamente alla Procura di voler verificare la legittimità del permesso a costruire il parcheggio di cui all’oggetto.

Cordiali saluti.

 

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