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Convegno Cascine di Tavola 17-18 settembre ‏ 2015″Biodiversità: significati e limiti”

Convegno-Evento Expo:
“Biodiversità: significati e limiti”
Differenza fra ambiente naturale e ambiente umano nelle correlazioni fra natura e cultura.
17- 18 Settembre 2015
Prato, Palazzo Comunale, Sala Consiliare

     Il convegno si propone di approfondire il concetto di biodiversità, analizzando le correlazioni multidisciplinari che sottendono la complessità della biodiversità come un continuum fra etica, estetica storia e creatività che si sviluppa tra natura e paesaggio. La biodiversità sarà interpretata come risorsa da tutelare, conservare ed utilizzare nella sostenibilità ambientale dei paesaggi naturali ed agrari. Sarà esaminato anche il divenire storico, prendendo come testimonianza del territorio Italico l’esperienza sperimentale (sperimentazione agricola) e artistica delle Ville Romane e delle Ville Medicee; introducendo quindi un elemento di analisi di non località, e di interazioni trans-temporali che agiscono sull’oggi in modo non lineare. Continua a leggere →

In abbandono la cascina dei Medici. Dove giraffe e zibetti erano di casa

Fonte: Il Corriere della Sera, 14/06/2015
Di: Gian Antonio Stella

Marco Masseti racconta un’oasi rinascimentale in «La fattoria di Lorenzo il Magnifico» (Pentalinea)

“C’è qualcosa d’immorale nel non voler soffrire per la perdita della bellezza, per la patria rotolante verso clii sa quale sordido inferno di dissoluzione, non più capace di essere lume nel mondo”. Lo scriveva oltre trent’anni fa, nel 1983, nel suo libro Un viaggio in Italia, Guido Ceronetti. Il quale davanti a certe immagini di abbandono si sentiva «ruggire dl dolore».
E c’è davvero da ruggire di dolore come il poeta e drammaturgo torinese nel vedere le condizioni disperate, coi tetti scoperchiati e le erbacce, in cui versano le Cascine di Tavola. Poco più d’una ventina di anni fa, nel 1992, negli «Itinerari laurenziani», ripresi dal sito web del Comune di Prato, era scritto che «nel tratto di pianura compreso fra Poggio a Calano e Prato», lungo il fiume Ombrone che la separa dai terreni della villa medicea, la fattoria “creata per volontà di Lorenzo il Magnifico» era «rimasta pressoché intatta nelle sue linee originarie…”.
A vederla oggi, quella fattoria modello ridotta a un rudere infestato da grovigli di sterpi, torna in mente quanto scrisse quasi due secoli e mezzo fa Donatien-Alphonse-Franois de Sade. Sconvolto dalla mancanza di cure dedicate dai toscani al parirnonio ereditato dagli avi: «Che cosa direbbero Dante, Petrarca, Machiavelli, Mlichelangelo e tanti altri, se tornassero in quest’antica patria delle arti e vedessero lo stato di abiezione e di annichilimento in cui sono ora ridotte?»
Ancora più furente sarebbe, il conte libertino (…), se potesse confrontare quelle rovine con i ricordi di ciò che fu quella tenuta agricola medicea. Una meravigila. Così come emerge da  La fattoria di Lorenzo il Magnifico di Marco Masseti, docente di Biologia all’Università di Firenze. Il quale ricostruisce passo dopo passo la cura, la curiosità e l’amore con cui il signore di Firenze volle che la sua creatura agricola venisse arricchita con una gran varietà di animali fatti arrivare «dalle più diverse parti dell’ecumene del tempo»: che «lombarde», maiali calabresi, conigli iberici, uccelli siciliani, bachi da seta orientali….
Non mancava lo zibetto africano, al quale Lorenzo de’ Medici dedicò dei versi: «Donne, quest’è un animal perfetto!/a molte cose, e chiamasi ‘1 zibetto./ E’ vien da lungi, d’un paese strano;/ sta dov’è gemizion over pantano./ in luoghi bassi, e chi ‘l tocca con mano,/rade volte ne suole uscir poi netto…». Per non dire della giraffa mandata in dono a Lorenzo «dal Soldano di Babilonia» che in realtà era il sultano mamelucco d’Egitto El-Ashraf Kait-Bey, nel 1487.
I fiorentini rimasero a bocca aperta, raccontano i cronisti, perché quella giraffa «era sette braccia alta, e ‘l pié come ‘l bue» e così quieta che poteva prendere una mela dalla mano di un bambino. E tanta curiosità sollevò che dovettero portarla in giro per conventi perché la vedessero anche le suore di clausura. Un impazzimento tale che il “camelopardo”, com’era chiamata la giraffa, finì addirittura nel corteo di una «Adorazione dei Magi» del Ghirlandaio e nel «Tributo a Cesare» lasciato incompiuto da Andrea del Sarto…
Fondata probabilmente nel 1477 con la bonifica di un territorio di 350 ettari bagnato dall’Ombrone, la tenuta fu molto più che una grande fattoria.I radicali interventi urbano-paesaggistici voluti da Lorenzo, scrivono (…) Guido Ferrara e Giuliana Campioni, «costituirono, e costituiscono tutt’ora, il territorio privilegiato dell’utopia, dove si perpetua l’ideale umanistico di un armonico dominio sulla natura». Prati, boschi, allevamenti, una risaia sperimentale…
Insomma, qualcosa di prezioso. Molto prezioso. Ideale per offrire ai turisti colti di tutto il pianeta, da sempre innamorati di Firenze e dei Medici, la ricostruzione fedele d’una fattoria come veniva immaginata nelle fantasie rinascimentali. Non ce ne sono altre, in giro. Le Cascine medicee sono uniche e irripetibili.
Perciò lascia esterrefatti la cecità «criminale» (aggettivo usato al processo dal pubblico mininistero) con cui la soprintendenza di allora consentì la trasformazione del complesso monumentale, finito di mano in mano alla società immobiliare  «Agrifina», in una specie di «Firenze due»: 160 bilocali (alcuni col giardinetto privato) più un hotel a quattro stelle, un ristorante e parcheggi e negozi, centri benessere e campi da tennise palestre, fitness, saune…
Solo l’intervento degli ambientalisti, degli amanti delle belle arti, di Legambiente e soprattutto Italia Nostra, che si batte da anni per il recupero della preziosa struttura, fermò la speculazione edilizia. Quando intervennero i magistrati, nel 2008, era tardi: i tetti e i solai erano già stati rimossi. E gli edifici scoperchiati rimasero esposti , rovinosamente, alle intemperie.
Dice tutto un episodio del 16 febbraio 2011 descritto dal giornale «Il Tirreno»: «Quel giorno davanti al sostituto procuratore Laura Canovai si presenta la soprintendente Alessandra Marino, convocata dal magistrato, e le viene chiesto se e quando fosse stato intimato ai privati di provvedere alla tutela della Fattoria». Cioè almeno alla copertura di tutti gli edifici scoperchiati. La risposta della funzionaria preposta alla tutela di quel gioiello abbandonato al degrado gela il sangue: «Ieri».
Il processo agli speculatori, concluso in primo grado nel febbraio del 2015, è stato un’altra sofferenza. Leggi alla mano (e si sa quanto poco il legislatore si sia negli anni interessato alla tutela del patrimonio culturale) il giudice monocratico Monica Jacqueline Magi ha potuto solo disporre la confisca delle cascine e la condanna dell’unico imputato, l’ex rappresentante legale della società «La Fattoria Medicea srl», fallita nel 2012, a sette mesi con la condizionale. Sette mesi. Due in meno, per un danno di milioni e milioni di euro, rispetto ai nove dati a un immigrato senegalese di 39 anni, rimasto disoccupato, mai arrestato e mai fermato prima, per avere tentato di rubare in un supermarket di Monza un paio di confezioni di latte in polvere per il figlioletto appena nato. E l’ex sovrintendente che diede il consenso alla lottizzazione? Prescritta. Da arrossire…
Torneranno finalmente alla vita, ora, dopo essere state umiliate, le cascine medicee? Solo se il Governo, la Regione, il Comune o qualche mecenate saranno in grado di capire che il recupero di quelle caschie, magari per restituirle al ruolo di fattoria modello aperta all’agricoltura d’avanguardia, alle università e al turismo colto, non è soltanto un dovere verso la nostra storia e ciò che ci hanno lasciato i nostri padri. Ma anche una straordinaria opportunità economica.

Cascine di Tavola: la proposta di Italia Nostra di coinvolgere l’Unesco accolta dal sindaco di Prato? Ne siamo compiaciuti

Comunicato stampa di Italia Nostra Onlus, 20/02/2015

La proposta di Italia Nostra di coinvolgere l’Unesco nel futuro della fattoria medicea accolta dal sindaco di Prato? Ne siamo compiaciuti

Italia Nostra si compiace che il Sindaco di Prato, Matteo Biffoni abbia accolto la proposta della nostra associazione di coinvolgere l’UNESCO nel futuro della Fattoria Medicea. L’11 febbraio scorso, durante la conferenza stampa sul destino delle Cascine di Tavola dopo la confisca, Maria Rita Signorini , vice presidente della sezione fiorentina e consigliere nazionale, aveva chiesto che la Fattoria Medicea, come annesso della vicina Villa di Poggio a Caiano, venisse inserita nel circuito delle 14 Ville Medicee che due anni fa sono entrate a far parte del Patrimonio dell’UNESCO, riconoscendo il carattere unitario di tale sistema. Non solo: Italia Nostra aveva avanzato anche la proposta di farne una “Fattoria Modello”, un grande luogo di sperimentazione, di innovazione e di promozione dell’agricoltura italiana come eredità di Expo. Continua a leggere →

Cascine di Tavola sede Unesco: il sindaco di Prato sulla scia delle proposte di Italia Nostra

Fonte: Il Tirreno, 12/02/2015

Fonte: Comune di Prato, 16/02/2015

Il sindaco candida le Cascine di Tavola sede Onu per l’educazione, la scienza e la cultura
Matteo Biffoni ha scritto al Presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco
“Un’occasione per favorire il recupero della fattoria medicea a dell’intero parco agricolo delle cascine”

La commissione nazionale italiana per l’Unesco cerca una sede per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Sede che dovrà essere in Toscana, secondo le intenzioni del presidente della commissione Giovanni Puglisi, accolte con favore dal governatore Enrico Rossi. Il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha subito avanzato la candidatura della Fattoria medicea delle Cascine di Tavola, scrivendo direttamente al presidente della commissione Unesco: “La scelta di aprire una sede in Toscana rappresenta un importante riconoscimento del ruolo dei nostri territori e della capacità dei nostri cittadini e delle istituzioni di essere all’altezza di un patrimonio, storico, culturale e ambientale unico – sottolinea il sindaco Biffoni -. La candidatura della Città di Prato, e in particolare della Fattoria medicea, ad ospitare la nuova sede Unesco appare naturale, quale simbolo dell’importanza che la nostra Regione ha sempre attribuito alla conservazione e valorizzazione dei beni culturali e quale azione concreta che possa favorire il recupero della fattoria e dell’intero parco agricolo annesso alla villa”. Continua a leggere →

Comunicato stampa sulla confisca delle Cascine di Tavola: tutela e valorizzazione

Cascine di Tavola, ora procedura d’urgenza per mettere in sicurezza il complesso e un grande progetto di valorizzazione.
Italia Nostra: questo luogo può trasformarsi in una “fattoria modello” per l’intero Paese come eredità di Expo

Un progetto devastante dei proprietari, con avallo della Soprintendenza, che Mariarita Signorini per Italia Nostra Firenze, Andrea Abati e Fulvio Batacchi per la sezione di Prato, hanno denunciato già nel 2006 alla Procura della Repubblica. Irregolarità nel procedimento di approvazione dell’intervento di recupero, atti di vandalismo e furti durante i lavori, mancata tutela del bene durante il sequestro disposto dalla Magistratura: sono le cause che hanno ridotto un gioiello architettonico del Rinascimento voluto da Lorenzo il Magnifico ed esempio di tenuta agricola modello, a monumento in rovina. Una battaglia che si combatte nelle aule dei tribunali e giunge a un primo traguardo con la confisca del bene, disposta dal Giudice, che lo mette ora nelle mani dello Stato. L’iter giudiziario non è finito, ma quel luogo non può più aspettare. Continua a leggere →

Conferenza stampa sul futuro delle Cascine di Tavola dopo la confisca

Invito alla conferenza stampa
“Cascine di Tavola, quale futuro dopo la confisca? Le proposte di Italia Nostra per la Fattoria Medicea

L’associazione che per anni si è duramente battuta contro l’abbandono e il degrado del complesso rinascimentale del ‘400 creato da Lorenzo il Magnifico incontra la stampa per illustrarne le proposte di tutela e utilizzo mercoledì 11 febbraio alle ore 11.30 Caffè Giubbe Rosse Piazza della Repubblica 13/14r Firenze
Interverranno:

  • Mariarita Signorini – Italia Nostra Firenze e membro della Giunta nazionale
  • Andrea Abati – Italia Nostra Prato
  • Avv. Mariateresa Miraglia legale per L’Associazione
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