Alla Comunita’ dell’lsolotto, letture e pitture. Quattro appuntamenti con Dante e la Commedia in occasione del VII centenario della morte del Poeta (1321-2021)

Lo Stadio di Pier Luigi Nervi: dal sasso che sfiora la testa di Commisso, alla campagna mediatica su un impianto vicino al collasso, all’ “Opera geniale in buona salute” nell’intervento di Francesco Gurrieri

In un intervento sulle pagine de La Nazione del 14 settembre 2021, l’architetto Francesco Gurrieri guarda ad una recente monografia che raccoglie saggi editi  nel Bollettino degli Ingegneri e ha l’involontario merito di rendere giustizia a quanto ripetutamente denunciato a partire dal 2020 nelle pagine del nostro sito web sull’interpretazione dello studio commissionato da Palazzo Vecchio al Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Firenze.

Tra i saggi presi in considerazione da Francesco Gurrieri quello di Paolo Spinelli e Gloria Terenzi  che “restituiscono i primi importanti risultati dello studio sulle condizioni statiche e sismiche in base alla convenzione fra Palazzo Vecchio e Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale del nostro ateneo” dove emerge “preziosa la lettura analitica delle tipologie dei telai che costituiscono le singolari strutture di Nervi: sono ben otto i telai di fabbrica che caratterizzano l’intero impianto, a cui vanno aggiunti quelli speciali per le geniali scale elicoidali e per la torre di Maratona. Non mancano le verifiche sui materiali, concludendo che «a 90 anni dalla sua edificazione, lo stato di conservazione dell’opera è strutturalmente soddisfacente, pur necessitando di interventi. .. »”

Quella offerta nelle poche ma essenziali righe di Francesco Gurrieri, ci pare possa essere letta anche come una clamorosa ulteriore smentita (già nel 2020 forti perplessità e sospetti sul reale contenuto dello studio in esame si erano evidenziate nelle parole del Soprintendente Pessina e negli interventi della Pier Luigi Nervi Association ) e chiamano ancora una volta in causa ruolo e funzioni di alcuni media.

Nell’immagine sopra, l’amministrazione comunale per conto del proprio Direttore Generale, nega l’accesso immediato allo Studio e ai dati prodotti dall’Università relativi ai problemi di staticità dello Stadio

Si può infine osservare che la prima interpretazione data ad uno studio commissionato e pagato con risorse pubbliche dalla stessa Amministrazione comunale, è stata utilizzata per contrastare quanto sostenuto dalla Soprintendenza Mibac di Firenze e per giustificare le ipotesi, allora perseguite tenacemente, di demolire il Franchi e favorire la costruzione di di un nuovo stadio

Incendi di fine estate: dopo i boschi, anche la città (Firenze) brucia!

Riflessioni e domande ad una settimana dallo spaventoso rogo vicino alle Cascine di un deposito di stoccaggio di alberi abbattuti e potature (di Mario Bencivenni)

Il grande incendio che ha mandato in fumo tonnellate di alberi abbattuti e di potature stoccate in un’area privata posta in riva destra del Mugnone a due passi dall’Indiano cioè dalla parte terminale del parco delle Cascine, mi ha fatto pensare che il desiderio evocato nella bella canzone di Irene Grandi e dei Baustelle “Bruci la città” dopo 14 anni dal successo di quel testo fosse stato esaudito. Il dramma è che quello evocato nella canzone era solo una metafora per esprimere il desiderio che nulla avrebbe potuto disturbare o interrompere l’intensità della passione di due ore di amore. L’incendio invece che si è verificato nella notte di venerdì 3 settembre scorso è un incendio vero che ha lasciato sulla città conseguenze gravi che potevano anche essere ancor più disastrose.

Riassumiamo qui sinteticamente quello che è successo:

  • In un’area posta fa la ferrovia e l’argine del Mugnone confinante con la parte ovest del Parco delle Cascine, adiacente su tre lati ad un locale di ristoro e discoteca, prossima ai tessuti edificati delle Piagge, di via Baracca, di Piazza Puccini e dell’Isolotto, da tempo è stato realizzato un deposito di stoccaggio di tronchi e residui di alberature abbattute o potate per essere trasformate in cippato e altro.(Fig. 1) LEGGI TUTTO

Sabato 25 settembre a Montecatini Terme. MANIFESTAZIONE contro lo smembramento dei beni della riserva naturale del Padule di Fucecchio

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riceviamo dagli Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità e divulghiamo condividendo

Care amiche e cari amici,

inviamo questa breve comunicazione ad associazioni, gruppi, forze politiche e singoli che riteniamo possano essere interessati.

Scriviamo per dar conto sinteticamente dello stato attuale delle cose e comunicarvi la recente decisione assunta dalla nostra associazione di organizzare una nuova manifestazione che si terrà sabato 25 settembre a Montecatini Terme.

La prospettiva del cosiddetto “spezzatino”, contro il quale manifestammo in occasione della Marcia dell’11 maggio 2019, cioè lo smembramento dei beni della riserva naturale e la loro attribuzione a vari Enti locali si è di fatto realizzata.

A legislatura già terminata e nuove elezioni già avvenute, nello scorso mese di ottobre, infatti, una convenzione fra la Regione Toscana (nella persona dell’ex-assessora Fratoni), i comuni interessati di di area pistoiese, fiorentina e lucchese ed il Consorzio di bonifica ha sancito formalmente tale assetto, senza che peraltro sia seguita una definizione chiara delle funzioni attribuite alle varie parti.

Questo, come largamente previsto, ha portato ad una situazione di caos e disservizi, della quale hanno fatto le spese sia la fruizione pubblica (con alcune parti e strutture della riserva chiuse e non fruibili) sia, e soprattutto, la gestione stessa della riserva, in termini di monitoraggio e gestione dei livelli idrici, della vegetazione e della fauna.

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MANUALE PER CHI VA IN TRAM di Paolo Celebre (prima parte)

[…]Ricordiamo che mentre la linea per Bagno a Ripoli, è prevista con tratti a batteria, cioè senza rete aerea (lungo i Viali di circonvallazione e dal ponte Da Verrazzano fino a piazza Gino Bartali), il progetto definitivo della V.A.C.S. approvato nel 2011, revisionato nel 2017 ed oggetto di aggiornamenti fino ad oggi, non prevede tratte a batteria.

Ci sarà la catenaria lungo il viale Lavagnini e in piazza della Libertà, nel viale Don Minzoni e anche nel primo tratto di viale Matteotti. In via Cavour, piazza S. Marco e nelle vie La Pira e Lamarmora si utilizzeranno ganci sulle facciate, oltre che pali dell’illuminazione pubblica; ma di fronte al Giardino botanico ci saranno appositi pali tranviari.

[…]Nella piazza della Libertà e nell’inquadratura del viale Don Minzoni si vedrà lo stesso campionario di pali e fili che osserviamo in piazza della Stazione, nel viale Belfiore, nella via Alamanni o all’incrocio fra i viali Strozzi e Lavagnini.

[…]A ciò è da aggiungere l’impatto irreversibile della pesante piattaforma cementizia comprensiva dei sottoservizi già adottata per le altre linee, l’ingombro visivo delle stesse vetture e l’impatto acustico, un difetto strutturale dei veicoli “Sirio”. Non è difficile immaginare la situazione che si creerà in tal modo nella piazza S. Marco. LEGGI TUTTO

Un nuovo contributo di Mario Bencivenni (vicepresidente della sezione fiorentina di Italia Nostra) per la tutela della Piana

L’ intervista realizzata da  Marco Daffra  del Comitato Sorvolati Brozzi Peretola Quaracchi Le Piagge

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