Archivi della categoria: Cave e miniere

Capolona (AR): sequestrata una cava abusiva. Una vicenda che ha dell’incredibile… intanto una collina non esiste più (o quasi)

Nell’aprile 2019, Italia Nostra ha presentato  le proprie osservazioni al Piano Cave regionale e, specificatamente, al progetto di apertura di una cava per estrazione di inerti naturali in località “Vignoli” nel Comune di Capolona (AR).

Queste erano state accolte dalla stessa Regione Toscana che a fine luglio 2019 aveva cancellato dal Piano Cave Regionale la sopracitata area estrattiva optando per la salvaguardia dei valori paesaggistico ambientali

Di pochi giorni fa la notizia dell’intervento della magistratura inteso al sequestro dell’area. Secondo il servizio andato in onda su Rai 3, un gruppo di privati avrebbe mascherato l’attività estrattiva con la realizzazione di un laghetto da irrigazione (progetto che avrebbe ottenuto l’ok dallo stesso Comune). Proprietario dell’area, progettisti e “un geologo” sono adesso indagati, purtroppo e stando alle parole del Giudice per le indagini preliminari, una collina è già stata praticamente divorata, vedi

Rai 3 20 ottobre. Il proprietario estraeva ghiaia da una collina usando un permesso per realizzare un bacino d’irrigazione

Il progetto del laghetto avrebbe indotto artatamente ad eludere l’esame del caso a mezzo di V.I.A. e di conferenza di servizi, in violazione della normativa edilizia, di tutela paesaggistica ed idrogeologica. L’attività di indagine era stata avviata secondo delega del Pubblico Ministero sulla base di un esposto presentato dal “Comitato civico La Valle delle Piagge” costituitosi per la salvaguardia del comprensorio del comune di Capolona, vedi

SR71, 20 ottobre. «Cava abusiva a Capolona», blitz dei carabinieri forestali: area sequestrata e quattro persone indagate

Arezzo Notizie, 21 ottobre . Cava nella Valle delle Piagge, il sindaco di Capolona: “Corretto l’iter per l’approvazione del progetto”

Il piano cave regionale cancella l’area estrattiva di Vignoli

Nell’ambito del nuovo piano cave della Regione Toscana, con il no unanime di due commissioni, si è concluso l’iter per l’apertura di una cava all’interno del bellissimo paesaggio storico-rurale delle Piagge in località Vignoli (tra Ponte a Buriano e Pieve San Giovanni, Comune di Capolona, AR).

Il progetto pianificato dal Comune di Capolona si è sgretolato di fronte ai numerosi vincoli cui l’area è soggetta, vincoli sottostimati dalla VAS comunale e invece messi in rilievo dalle osservazioni curate dalla sezione fiorentina di Italia Nostra e dal comitato di Valle delle Piagge.

Di seguito pubblichiamo un estratto del comunicato stampa della Regione Toscana.

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PROGETTO DI CAVA LOCALITA’ VIGNOLI COMUNE DI CAPOLONA (AR) – OSSERVAZIONI

In relazione al progetto di apertura di una cava per estrazione di inerti naturali in località “Vignoli” nel Comune di Capolona, al confine con il comune di Arezzo, si sottolineano le seguenti incongruenze:

  • Per quanto riguarda l’aspetto paesaggistico, nei documenti:
  • Accordo di pianificazione ai sensi degli artt. 41, 42, 43 della L.R.T. n. 65 del 10.11.2014 per la variante al piano strutturale, al regolamento urbanistico / piano operativo ed al piano comunale di classificazione acustica del comune di Capolona e variante al P.A.E.R.P. della Provincia di Arezzo, per l’inserimento di area estrattiva in loc. Vignoli – documento preliminare di VAS ai sensi dell’art. 23 della L.R.T. n. 10/2010 e ss.mm.ii. (di seguito citato come Accordo di pianificazione)
  • Richiesta di inserimento nel Piano Regionale Cave della Toscana del 25.10.2018
  • Risposta all’interrogazione a carattere urgente del 05.04.2019

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Un’«autostrada» di polemiche tra megatorri eoliche

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Di: Stefano Lopetrone
Il paesaggio della contrada Ghermitita potrebbe subire l’ennesimo scossone. Già dilaniato da parchi fotovoltaici, discariche e cave, il paesaggio bucolico dell’area a cavallo tra Corigliano, Soleto e Galatina (che deve il suo nome griko alla mietitura del grano), rischia di essere squarciato anche dalle 20 torri di un mega parco eolico. Il corposo studio (Sia) rivelato ieri dalla Gazzetta, col quale la società Nextwind ha avviato la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), nasconde al suo interno particolari che potrebbero sconvolgere il paesaggio. Oltre alle torri alte fino a 145 metri e pesanti fino a 391 tonnellate, sparse su u n’area che complessivamente supera i 300 ettari di terreno, il progetto denominato «Corigliano-Soleto» prevede la realizzazione di un sistema di viabilità interna al parco particolarmente fitto. Oggi insistono su quell’area strade in terra battuta e asfaltate lunghe complessivamente 2,8 chilometri. Questo sistema sarà «integrato» da stradine di servizio costruite ex novo. Nelle intenzioni del Sia si vorrebbe limitare al minimo l’impatto ambientale. Proposito impossibile se si vogliono realizzare «stradine» larghe 5 metri e lunghe 7 km per consentire l’accesso diretto e indipendente dei mezzi pesanti (lunghi fino a 50 metri) ai singoli aerogeneratori.
Assicurare loro il passaggio comporterà inoltre la modifica del raggio di curvatura delle strade di campagna. Non sono interventi di poco conto. Anche perché l’impianto avrà una vita di 29 anni. Un lasso temporale che garantirà la produzione di 3mila 72 gigawattora (ognuno dei quali pari ad 1 miliardo di wattora). Il progetto è stato sottoscritto ad agosto da Maria Gabriella Chieffo, progettista e amministratore unico di Nextwind srl. A questa azienda, che a settembre è stata messa in liquidazione, dal 5 dicembre è subentrata la Etirya srl, di cui la Chieffo è amministratore delegato. Il costo totale dell’opera è di 105,4 milioni di euro (oltre 5 milioni 200mila euro a torre). I titolari del progetto contano di rientrare dell’investimento in pochi anni. Curiose alcune considerazione su costi e benefici socioambientali del parco contenute nel Sia.
«Il demonizzato impatto visivo degli aerogeneratori, troppo spesso opportunamente strumentalizzato, andrebbe sempre rapportato agli innegabili benefici della produzione di energia elettrica da fonte eolica», è scritto. Difficile però far credere alla popolazione di Corigliano e Soleto, che l’accettazione sociale dell’eolico sia «un problema culturale in cui è determinante l’assenza di informazione». Nè sembra possibile far passare l’idea che il paesaggio si «arricchirà di un nuovo elemento culturale antropico, esempio di lavoro umano in armonia con la natura». E a nulla potranno servire le promesse di realizzare tra le torri aree attrezzate per la sosta o l’osservazione (!) «per favorire l’ecoturismo», in una zona caratterizzata già da turismo culturale ed enogastronomico.

Italia Nostra su Monteripaldi storica cava deturpata

Clicca qui per scaricare l’articolo di Metropoli Week  Monteripaldi quella cava deturpata

Le cave in Italia

Fonte: La Stampa
Di: Giuseppe Salvaggiulo

L’Italia sventrata e svenduta
Migliaia di cave concesse a canoni irrisori: persi 500 milioni di euro l’anno

Lo spettacolo è agghiacciante e non si dimentica: un’intera montagna sventrata. Si apre ogni giorno davanti agli occhi degli automobilisti che percorrono l’Autostrada del Sole, all’altezza del casello Caserta Nord. È l’immagine di un paese che deturpa il suo paesaggio, disseminandolo di migliaia cave, e soprattutto lo svende, concedendo concessioni a canoni irrisori, se non gratis. Oltre al danno ambientale, quello economico. Per la prima volta fotografato da un dossier di Legambiente, che quantifica in 500 milioni di euro i quattrini che Stato e Regioni rinunciano a incassare «regalando» il territorio. Continua a leggere →

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