Archivi della categoria: Testi e Falciani

Conferenza stampa sul gassificatore di Testi

Il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Chianti fiorentino ed il Comitato Chianti senza inceneritore hanno presentato un esposto presso la Procura di Firenze  e ai NOE di Firenze concernente la vicenda delle ceneri del gassificatore di Testi, smaltite insieme ai silos che le contenevano dalla società SACCI.
I FATTI
Nel luglio 2009 la Provincia di Firenze ha dato autorizzazione alla costruzione di un impianto  a turbogas di 50 MW proposto dalla società Volta srl all’interno dell’area del cementificio SACCI.
Tale impianto, peraltro osservato dalle associazioni ambientaliste e oggetto di un ricorso al TAR, si viene a collocare all’interno dell’area del cementificio di proprietà di SACCI spa, area contigua all’impianto di gassificazione (ora non funzionante) di proprietà pubblica (della società SAFI)
Dalla Relazione per lo STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE prodotto da Volta srl nel giugno 2006 siamo venuti a sapere che alcuni degli edifici in disuso appartenenti al vecchio cementificio sarebbero stati demoliti per fare spazio alla Centrale e che tra questi erano compresi dei silos pieni di ceneri provenienti dal gassificatore ora in disuso. La capacità di questi silos era di almeno 8000 mc per cui si parla di una quantità significativa di CENERI DA COMBUSTIONE DI CDR SICURAMENTE INQUINANTI, forse tossico-nocive.

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Cementificio Sacci: sindacati, è stato dissequestrato

Fonte: ANSA, 26/02/2009

Il cementificio Sacci di Teste a Greve in Chianti (Firenze), fermato nei giorni scorsi dall’Arpat per eccessivo inquinamento acustico, è stato dissequestrato.
Lo rendono noto le segreterie provinciale di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Nel comunicato i sindacati esprimono soddisfazione per la risoluzione della vicenda, per la quale rischiavano il posto 120 lavoratori, e auspicano “che l’azienda metta in atto nei tempi previsti le prescrizioni e gli adempimenti che hanno reso possibile la rimozione dei sigilli al fine di scongiurare tali criticità in futuro e in modo da assicurare continuità occupazionale ai lavoratori e insieme tutela ambientale per i cittadini del territorio”.
Per dimostrare contro il sequestro dello stabilimento, i sindacati avevano organizzato anche una passeggiata ‘ecologica’ per sensibilizzare la popolazione sul rischio di disoccupazione.

Conferenza stampa di Greve del 1/12/2008: rassegna stampa sul Polo di Testi

Rassegna stampa della conferenza del 2 dicembre 2008 sul caso Testi/Falciani nella Valle della Greve.
Per Italia Nostra era presente Maria Rita Signorini in rappresentanza della sezione di Firenze e del consiglio regionale.

Fonte: Il Nuovo Corriere di Firenze del 02/12/2008
Di: Matteo Morandini

Pancho Pardi porterà il caso in Senato. Ragazzo: “a Greve i verdi pronti a passare all’opposizione”
Polo di Testi, ambientalisti in guerra.
Verdi, associazioni e PRC contro i quattro impianti nel cuore del Chianti.

La questione del polo industriale di Testi arriverà in Parlamento. A farsi portatore dell’allarme lanciato ieri a Firenze dal coordinamento delle asosciazioni ambientaliste del Chianti fiorentino sarà il senatore Francesco ‘Pancho’ Pardi, che ha assicurato il proprio sostegno con una interrogazione ma anche, ha detto, con qualche altra azione più eclatante e tutta da inventare. Il dossier presentato dalle associazioni (tra cui Italia Nostra, Wwf, Gallo Verde, Comitato di Uzzano) prevede un futuro nero per il Chianti. “Si prefigura – ha detto la coordinatrice delle associazioni ambientaliste Lucia Carlesi illustrando il corposo lavoro – un polo energia-rifiuti del tutto incompatibile con una gestione sostenibile delle risorse ambientali e paesistiche del territorio”. Secondo gli ambientalisti, con la concentrazione di quattro impianti industriali come l’inceneritore, il gassificatore (per adesso spento), la centrale turbogas ed il cementificio sacci si determinerebbe “un sicuro aggravio della qualità ambientale dell’area e ulteriori rischi per la salute dele popolazioni e per le produzioni agricole”, anche se “venissero applicate le migliori tecnologie nel rispetto dei limiti di legge per le emissioni in atmosfera”.

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