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Battistero e Biblioteca Nazionale malati di smog‏, Firenze si sgretola. Il Ratto delle Sabine verso la musealizzazione

Rete No Smog Firenze
Città Ciclabile
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

Prima il Ratto delle Sabine, poi il Battistero, ora anche la Biblioteca Nazionale: marmi e pietre sempre più attaccati dagli agenti atmosferici e dallo smog

Comunicato stampa, Firenze 22 Novembre 2014

Il Ratto delle Sabine, il Battistero, la facciata della Biblioteca Nazionale, venuti alla ribalta in questi giorni per i danni causati da agenti atmosferici uniti allo smog, sono solo la punta dell’iceberg di una situazione che si aggrava sempre più, basta guardare i nostri monumenti con un occhio un po’ più attento. La Rete NoSmog Firenze, costituita da Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze e Terra! ricorda che gli inquinanti atmosferici – soprattutto anidride carbonica (CO2), anidride solforosa (SO2) e polveri che si originano dalle combustioni, collegate soprattutto al traffico e agli impianti di riscaldamento e condizionamento – rappresentano un attentato continuo non solo alla nostra salute ma anche a marmi e pietre di cui sono fatti nostri monumenti, scatenando inarrestabili reazioni chimiche che li disgregano sempre più velocemente.

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Biblioteca Nazionale, giù pezzi di facciata

Fonte: Il Corriere di Firenze
Di: A. Passanese (foto e testi)

Transennata parte della scalinata di accesso alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. In nottata dal paramento lapideo della facciata si sono staccati alcuni pezzi di pietra forte a causa delle piogge dei giorni scorsi, e la direttrice Maria Letizia Sebastiani ha disposto la chiusura del lato destro dell’accesso principale fino a quando non saranno eseguite tutte le verifiche del caso. L’ultima revisione della facciata risale a due anni fa ma dopo la grandinata del 19 settembre scorso urge un nuovo controllo. “Qui ci casca tutto in testa”, denunciano alcuni frequentatori della Biblioteca. Sembra che le infiltrazioni di acqua abbiano seriamente compromesso la mensolatura della Nazionale peraltro già deteriorata. Come se questo non bastasse due nastrature dei lucernai si sarebbero alzate tanto da richiedere la chiusura di accesso alle sale di consultazione e l’intervento di alcuni tecnici. “Abbiamo chiesto un finanziamento per rifare la scalinata esterna e per reintegrare i gradini distrutti ma non ci danno i soldi”, fanno sapere dalla Biblioteca Nazionale.

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Il Giornale della Toscana, Biblioteca Nazionale: sprechi, danni, dubbi

 

Pubblichiamo l’articolo de Il Giornale della Toscana che ripropone l’intervento di Mariarita Signorini “Biblioteche: cronaca di una morte annunciata”, pubblicato sul Bollettino Nazionale n.457 di Italia Nostra.

Fonte: Il Giornale della Toscana, 12 febbraio 2011
Di: Marco Ferri

Biblioteca Nazionale Centrale: da 15 mesi sprechi, danni, dubbi 

Gli ultimi 15 mesi di storia della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze sono costellati di episodi (poco noti) che sottolineano sprechi, provocano danni e fanno emergere dubbi. Andiamo con ordine. Il 4 novembre 2009 piovve così tanto a Firenze che al terzo piano del magazzino manoscritti della Nazionale si danneggiarono dei libri della raccolta Guicciardini. Fece seguito un intervento di parziale messa in sicurezza del sovrastante tetto che, come vedremo, si rivelò non bastante.
Passarono dei mesi e l’allora direttrice, Antonia Ida Fontana, dopo aver incassato dal Ministero della Cultura (il 19 luglio 2010) assicurazione sui tagli pesanti che si sarebbero abbattuti sulla biblioteca, si rivolse alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati che stava stilando la lista dei beneficiari di circa 52 milioni di euro. Il 23 luglio venne spedita la richiesta ufficiale di 230mila euro destinati in particolare a: “Sicurezza del Laboratorio di Restauro sito in piazza S. Ambrogio: rifacimento dell’impianto antiintrusione e antincendio” e “Restauro funzionale della Sala Galileo e corridoi adiacenti, nel complesso monumentale di piazza Cavalleggeri”. Come appare evidente, la Fontana non chiese un euro per i danni da pioggia del novembre 2009, quindi è ragionevole ritenere chi vi avesse già provveduto.
Per sua sfortuna, invece, il 29 luglio 2010 l’acqua piovana causò gravi danni ancor peggiori, così riassunti nel passaggio di Mariarita Signorini all’interno dell’articolo “Biblioteche: cronaca di una morte annunciata”, pubblicato sul bollettino n. 457 di Italia nostra: “Lo scorso luglio, per i violenti temporali, nella Biblioteca Nazionale centrale di Firenze è piovuto nel magazzino dei manoscritti. Non è stata la prima volta; gli aggiusti provvisori non hanno retto all’impatto. L’acqua è colata dal soffitto sulle campate di metallo dove sono collocati gli incunaboli, danneggiando particolarmente quelli degli scaffali superiori, in cui si trovano anche alcuni esemplari postillati”.
Culturalmente parlando, una tragedia. Passata sotto silenzio. Tra l’altro di quei danni esiste anche una documentazione fotografica che, tuttavia, Italia Nostra non ha mai voluto diffondere. Comunque è chiaro che i lavori eseguiti al tetto del magazzino manoscritti all’indomani dei danni del 4 novembre 2009, magari furono anche impegnativi ma evidentemente non bastarono a evitare il ripetersi e l’aggravarsi di simili episodi. Inoltre, sette giorni dopo (il 5 agosto), una nuova pioggia causò delle infiltrazioni nelle cosiddette “capanne”, ambienti dove sono custoditi i quotidiani. E i segni si vedono tuttora.
Se a questi tre episodi aggiungiamo anche la “cascata” d’acqua dal lucernario della sala di lettura del novembre 2009 (per la rottura di un tubo), affermare che i tetti della Nazionale sono un colabrodo non è un eufemismo. Nel frattempo, però, la V Commissione della Camera si era riunita (il 30 luglio) e aveva deciso (con un decreto del Ministero delle Finanze varato il 28 ottobre e pubblicato sulla GazzettaUfficiale il 9 novembre sempre del 2010) di assegnare alla Nazionale per “risistemazione e recupero di parti della Biblioteca Nazionale” la cifra di 400mila. In pratica alla Fontana arrivano 170mila euro in più di quanto richiesto.
E’ chiaro che, quando avvengono questi stanziamenti, il dirigente deve poi rendicontare come vengono spesi i soldi, ma la differenza tra quanto richiesto il 23 luglio e quanto assegnato a novembre in che modo è stata impiegata? Ci sono dei preventivi? Con quali ditte? Per quali lavori? Interventi definitivi o tampone? Che si fa, aspettiamo le prossime piogge torrenziali per capirlo? La questione, che solo apparentemente sembra complicata, invece è semplicissima, ma presenta un dubbio ulteriore.
Nella lettera spedita il 23 luglio 2010 alla onorevole Rosa De Pasquale della Commissione Cultura della Camera, la direttrice Fontana chiedeva soldi per mettere in sicurezza il laboratorio restauro della Nazionale che si trova adiacente alla chiesa di Sant’Ambrogio.
La cosa curiosa, e di molto, è che nella nota che la direttrice spedì il 30 settembre 2010 alla Direzione Generale per le Biblioteche del Mibac, all’allegato 4 si chiede di prendere in considerazione “il trasferimento del laboratorio nella sede centrale di piazza Cavalleggeri (che) consentirebbe una riduzione importante di luce, acqua riscaldamento, condizionamento, telefono…” e si prevede che “occorrerà fare un piccolo investimento per il trasporto delle attrezzature…”.
Ma come? Il 23 luglio la direttrice si raccomandava alla V Commissione della Camera per ottenere i soldi da destinare alla messa in sicurezza il laboratorio e il 30 settembre chiede al Mibac dei fondi per il suo trasloco? E’ la cronaca di uno spreco conclamato o di un cambio di rotta che non può rimanere senza conseguenze? Francamente non riusciamo a capire fino in fondo quel che è accaduto. Per cui è inevitabile il perdurare di una serie di dubbi ulteriori.
Oltre i suddetti 170mila euro in più, da quei 400mila euro ricevuti dalla Camera va scorporata la cifra destinata al laboratorio: ma questa era già stata spesa? E se non è avvenuto, è stata impiegata per altri interventi? Quali? E come se non bastasse la nuova direttrice, Letizia Sebastiani, ha ereditato tutto questo…

 

Appello per salvare la Biblioteca Nazionale di Firenze

Italia Nostra Firenze aderisce all’appello della Fondazione Robert F. Kennedy per salvar
la Biblioteca Nazionale di Firenze.
Vi chiediamo di sostenere l’iniziativa!
Di seguito trovate il testo dell’appello, cliccate qui per firmare.

Salviamo la Biblioteca Nazionale di Firenze!

Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi
L’ Articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sancisce che: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è un patrimonio artistico inestimabile, per questo chiediamo al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali on. Sandro Bondi di assumere provvedimenti che possano garantire alla prestigiosa istituzione di mantenere i servizi al pubblico e di proseguire l’attività di catalogazione dei libri.
Robert Kennedy, in Sud Africa nel 1966, disse: “Ciascuno di noi può operare per modificare una minuscola parte del corso degli eventi e tutte queste azioni formeranno la storia di questa generazione.”
Partecipa anche tu! Firma il nostro appello! Tutti insieme possiamo fare la differenza e salvare la Biblioteca Nazionale di Firenze!

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