Archivi della categoria: Bagni e terme di Petriolo

Convegno “Terme di Petriolo, quale la situazione odierna?”

Clicca qui per vedere gli interventi delle rappresentati di Italia Nostra

  • Dott.ssa Mariarita Signorini
  • Arch. Adriano Paolella
  • Dott.ssa Lucilla Tozzi

Trovate tutti gli altri interventi cliccando qui

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La nuova trasmissione di Radio Cora, Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali sui Bagni di Petriolo

Nella seconda puntata di Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, trasmissione a cura di Mariarita Signorini, consigliere nazionale membro di giunta di Italia Nostra e vicepresidente della sezione fiorentina, si parla dei Bagni di Petriolo, inestimabile patrimonio ambientale nonché storico: il complesso termale era di proprietà di Papa Enea Silvio Piccolomini. Tutt’ora è possibile bagnarsi nel fiume Farma, che dà origine alle Terme, in totale libertà.
Sulle vasche termali si affaccia l’antico muro della Chiesa in cui papa Piccolomini diceva messa. Un sito storico che, Italia Nostra denuncia, “sta cadendo a pezzi“.
Clicca qui per ascoltare la puntata.

Abbandono e degrado dei beni culturali toscani: intervista a Mariarita Signorini RadioRai1 Habitat

Venerdì 20/03/2015 su RadioRai1 alle ore 15,30 va in onda “Habitat” con un’intervista a Mariarita Signorini Vicepresidente di Italia Nostra Firenze e Consigliere nazionale sui beni architettonici e culturali che si rischia di perdere per colpevole incuria delle istituzioni.

Cliccate qui per ascoltare l’intervista

Si parla di:

  • Terme di Petriolo: devastate dal trentennale disinteresse istituzionale e dai lavori per il raddoppio Siena Grosseto
  • Gualchiere di Remole (Bagno a Ripoli): il più antico opificio industriale di Firenze, un esempio di archeologia industriale completamente abbandonato. C’è un progetto dimenticato di utilizzo dei salti che fa l’Arno per produrre energia elettrica per illuminare i lungarni fiorentini
  • Castiglion che Dio Sol Sa a Sovicille, completamente abbandonato con crolli in atto e l’Eremo di Montespecchio dove si cavavano le pietre per la costruzione del Duomo di Siena

Rassegna stampa sull’esposto per il degrado delle Terme di Petriolo

Interviste radiofoniche

  • Clicca qui per ascoltare l’intervista di Anna Longo a Mariarita Signorini andata in onda il 13/11/2014 su Rai Radio Uno all’interno del Gr1 delle 23.00
  • Clicca qui per ascoltare l’intervista di Anna Longo a Mariarita Signorini andata in onda il 13/11/2014 su Radio Rai Due all’interno del Gr2 delle 19.30
  • Clicca qui per ascoltare l’intervista di Anna Longo a Marco Parini, Presidente di Italia Nostra Onlus, andata in onda il 13/11/2014 su Rai Radio Tre all’interno del Gr3

Fonte: StampToscana
Di: Stefania Valbonesi

Terme Petriolo nel degrado, Italia Nostra blocca esposto:
“Pronti al confronto per salvare il sito”

L’esposto rimane lì, sul tavolo, nel ruolo della classica pistola fumante, ma la cosa più importante, come dice Italia Nostra, l’associazione ambientalista che ha preso a cuore la sorte di uno dei più importanti, antichi e suggestivi centri termali della regione, è mettere in essere la possibilità di rimettere in “salute” la Terme. Con tutto il loro carico di storia ma anche di utilità e la valenza di potenziale “innesco” per lo sviluppo per l’economia locale che posseggono.
Tuttavia, anche se l’esposto è ora congelato, tuttavia i dubbi circa eventuali violazioni di normative vigenti, al codice dei Beni culturali e del paesaggio rimangono intatti. E il punto particolare su cui la richiesta di Italia Nostra alle autorità competenti ruota, è “rilevare l’inosservanza delle prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad ANAS e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma (nel bacino dell’Ombrone) proprio a ridosso delle terme. Italia Nostra chiede anche di accertare se sussistano eventuali violazioni in ordine al mancato intervento da parte degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale, nonché alla tutela dell’incolumità pubblica”.
Anche perché Italia Nostra in mano le sue carte ce le ha già.
E si tratta dei risultati di perizie fatte eseguire lo scorso mese di luglio da Italia Nostra Siena e Amici Bagni di Petriolo. Perizie da cui emergerebbero, come spiega Maria Rita Signorini, membro fiorentino del consiglio nazionale dell’associazione ambientalista e come si legge nel materiale consegnato alla stampa, “ripetute violazioni alle misure cautelative, per prevenire il rischio cui tale patrimonio storico-artistico sarebbe stato esposto per la realizzazione e l’uso della strada di cantiere (a oggi si calcola che da quella strada, costruita proprio a ridosso della chiesa, siano transitati oltre 500 autobotti che hanno scaricato più di 5mila metri cubi di cemento per la realizzazione del viadotto e altro ancora ne deve essere trasportato)”. Non solo: secondo quanto rilevato da Italia Nostra, la situazione corrente contiene anche forti rischi per l’incolumità pubblica, “poiché non sono state messe in sicurezza porzioni di mura e di altre parti interessate dal cantiere”.
E così, da nuovi sopralluoghi emergerebbero nuove criticità, ad esempio circa gli interventi sulla chiesa e le sottostanti vasche che hanno carattere provvisorio, spesso incompleto; sulla messa in sicurezza della cinta muraria a lato del fiume, che è stata rimandata a data da definirsi, “anche se vi è – dice l’associazione – un oggettivo pericolo per i bagnanti nelle vasche e nel fiume”.
Un rischio, quello rilevato da Italia Nostra, che non si limita al degrado inevitabile dell’intera struttura causa incuria, ma riguarda anche l’inosservanza che l’associazione sostiene di aver registrato, circa l’integrità dell’intero sito legata a vibrazioni e rumori forti. Per dirla semplicisticamente, traffico, e traffico pesante. Eppure, dice Italia Nostra, le prescrizioni c’erano eccome e andavano oltre al preventivo invito a “realizzare la strada di cantiere lontano dai beni tutelati”. Tant’è vero che “venivano prescritti l’installazione di strumenti di monitoraggio per registrare le vibrazioni del terreno (ora disattivati) interventi di messa in sicurezza e manutenzione delle antiche strutture, l’adozione di presidi di protezione come puntellamenti, misure anti-urto, e antivibrazioni delle pavimentazioni. Veniva disposto, inoltre, di regolare la velocità massima e il numero massimo giornaliero di passaggio dei mezzi di cantiere. Tutte le misure di prevenzione dovevano essere compiute prima dell’inizio dei lavori in modo da prevenire ed evitare dissesti ai beni tutelati, non a registrarli a danno avvenuto. Invece, i lavori e il passaggio di pesanti camion sono continuati senza interruzione, mentre gli interventi di messa in sicurezza sono stati rimandati, parzialmente eseguiti o nemmeno iniziati”. Senza peraltro, come sottolinea Italia Nostra, che questo abbia indotto interventi da parte degli enti funzionali alla tutela ambientale.
E dunque? Dunque, la situazione ad oggi continua a essere quella di un complesso storico importante (risale all’età etrusca e romana, ma nel Medioevo venne fortificato assumendo così la rara natura di un complesso sì termale, ma atto a sostenere assalti) a forte rischio. Rischio che tra l’altro, informa Italia Nostra, potrebbe crescere ancora: “nei prossimi mesi è previsto infatti un aumento del traffico pesante dei mezzi impegnati nella demolizione dell’attuale viadotto, con conseguenze per il complesso che potrebbero essere fatali – incalza l’associazione ambientalista – per queste ragioni nell’estremo tentativo di salvare il complesso monumentale, Italia Nostra giocherà ogni carta a sua disposizione a partire dalla richiesta di un incontro urgente con UNIPOL proprietaria dell’area, con le autorità preposte alla pubblica incolumità, con gli enti locali con lo stesso Ministero per i beni culturali e il turismo”.

Fonte: Controradio

Le mura della chiesa in evidente degrado

Conferenza stampa di ‘Italia Nostra’ e ‘Amici dei Bagni Petriolo’ per comunicare che è pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, che denuncia lo stato di degrado dello storico complesso termale dei bagni di Petriolo, interessato dalla cantierizzazione dell’adeguameno della statale Siena-Grosseto, che comprende la costruzione del nuovo viadotto su fiume Farma.
Nell’esposto si denuncia inoltre il pericolo per l’incolumità dei bagnanti e di chi staziona nelle vasche prossime al fiume, causato dalla precarietà del vecchio e malandato muro che si erge nei pressi.
Clicca qui per ascoltare l’intervista di Gimmy Tranquillo a Mariarita Signorini Consigliere nazionale Italia Nostra

Fonte: La Repubblica

Sos per le Terme di Petriolo la denuncia di Italia Nostra
Il dossier degli ambientalisti per incuria e degrado e la minaccia
di un esposto in procura

Incuria e degrado “per la colpevole negligenza di istituzioni, enti locali e gestori privati”, alle storiche Terme di Petriolo, tra i territori di Siena e Grosseto. A lanciare l’allarme sulla situazione, ventilando anche la possibilità di presentare un esposto in Procura, sono statele associazioni Italia nostra e Amici delle Terme di Petriolo. Nel Comune di Monticiano, al confine fra le Province di Siena e Grosseto, le storiche terme di Petriolo con la cinta muraria, il castellare, la chiesa di Papa Pio II Piccolomini e le sorgenti di acqua sulfurea, sono state da sempre una risorsa e un bene comune liberamente accessibile : “ma adesso sono abbandonate all’incuria  e al degrado dalla colpevole negligenza delle Istituzioni, degli Enti Locali e dei proprietari privati che si sono succeduti nel tempo” denunciano dall’associazione Amici delle Terme di Petriolo.
Il complesso termale è messo a dura prova in questo periodo, anche dall’attraversamento della strada di cantiere, utilizzata per il passaggio dei mezzi pesanti di trasporto per i materiali necessari alla costruzione del nuovo viadotto della Siena-Grosseto. Questo passaggio, secondo gli ambientalisti, mette a repentaglio, oltre alle sorgenti di acqua sulfurea, i beni monumentali che, in parte già lesionati, non possono subire ulteriori danni.
Le Associazioni “Italia Nostra ONLUS ” e “Amici dei Bagni di Petriolo” hanno invitato i Comuni, le Provincie, la Regione, l’Anas, l’Unipol (proprietaria dell’area vincolata) a un tavolo di concertazione per  gestire il recupero della zona dall’attuale abbandono.
Per far fronte ai problemi del sito, Italia nostra e Amici delle terme chiedono “la messa in sicurezza con idonee soluzioni tecniche, il monitoraggio continuo dello stato degli immobili, il monitoraggio delle sorgenti termali”.

Fonte: Il Tirreno
Di: Francesca Ferri

Esposto in Procura per i lavori al Petriolo
Italia Nostra e Amici dei Bagni bocciano il progetto per la sistemazione del complesso storico: sarebbe in contrasto
con le prescrizioni della Soprintendenza

Civitella Marittima. Monitoraggio da migliorare, lavori di consolidamento ancora da eseguire, lavori di recupero da iniziare, interventi per risanare il degrado ancora da avviare. Ma soprattutto un presunto ritardo nella messa in sicurezza della cinta muraria che sarebbe in contrasto con le prescrizioni della Soprintendenza. Le associazioni Italia Nostra e Amici dei Bagni del Petriolo bocciano i lavori di sistemazione del complesso storico del Petriolo, ai piedi del viadotto sulla Senese che la Nuovo Farma scarl (che unisce Strabag Ag e Intercantieri Vittadello, ditte appaltanti dei lavori) sta raddoppiando per conto dell’Anas. E preparano un esposto in Procura per denunciare quelle che ritengono violazioni alle prescrizioni date dalla Soprintendenza.
La bocciatura arriva dopo un sopralluogo che il 23 luglio scorso il geometra Giancarlo Minocci di Monticiano (Siena) ha effettuato per conto delle due associazioni sulle sponde del Farma, nella valle dove poggiano i vecchi e i nuovi pilastri da cento metri del viadotto del Petriolo.
Qui si trova un antico complesso architettonico formato da una cinta muraria e una chiesetta antichissima e molto particolare. È infatti una delle rare chiese con vasche termali.
Italia Nostra e gli Amici del Petriolo da sempre temono che il cantiere e i lavori per il raddoppio del viadotto minaccino le due strutture, che già versano nell’abbandono. Per questo nel 2013 l’Anas raggiunse un accordo: oltre ai lavori sulla Senese si sarebbe impegnata a recuperare l’area del Petriolo. E così sono partiti gli interventi.
Le associazioni, però, non si fidano e a luglio hanno dato incarico a un geometra per vedere a che punto sono i lavori. Il sopralluogo è avvenuto insieme al prefetto di Siena, i dirigenti dell’Anas e personale di Nuovo Farma. Nella sua relazione del 4 agosto, però, il quadro che ne fa è molto negativo.
Nella perizia il geometra esprime il timore la chiesa sia stata sottoposta a vibrazioni trasmesse dal transito delle autobotti (ne sarebbero passate oltre 500 per gettare 5mila metri cubi di cemento per realizzare il pilone). Secondo il geometra mancherebbe anche un monitoraggio nel breve periodo e gli interventi di messa in sicurezza sarebbero stati rimandati, parzialmente eseguiti o nemmeno iniziati.
Una parte della relazione è dedicata alla situazione delle antiche mura e in particolare a un tratto vicino al fiume che agli occhi del perito sembra versare in stato di forte degrado. Il geometra Minocci registra anche che, al momento del sopralluogo, non ha trovato presidi di protezione nei tratti di cinta muraria attraversati dal cantiere e solleva perplessità sulla prevista realizzazione di una scogliera fatta di grosse pietre bloccate da malta cementizia, da realizzarsi sulla sponsa del fiume: il perito si interroga sul fatto che serva non solo a proteggere la porzione di mura in quel tratto ma sia anche legata al fatto che la quota della strada d’accesso risulti più alta di un metro e mezzo, causando una diversa regimazione idraulica. Infine, il perito ipotizza rischi per l’incolumità delle persone che frequentano le terme.
«Il risultato – dicono le due associazioni – è che oggi tutto lo storico complesso è a forte rischio e la situazione non potrà che aggravarsi ancora. Per queste ragioni nell’estremo tentativo di salvare il complesso monumentale, Italia Nostra giocherà ogni carta a sua disposizione a partire dalla richiesta di un incontro urgente con Unipol proprietaria dell’area, con le autorità preposte alla pubblica incolumità, gli enti locali, il ministero per i Beni culturali».
Il Tirreno ha chiesto ieri mattina chiarimenti all’Anas che, però, non sono pervenuti.

Fonte: Qui Maremma

Terme, Italia Nostra:” pronti a salvarle”
L’associazione di tutela paesaggistica dichiara la propria disponibilità a tentare
di salvare il complesso storico di Petriolo

GROSSETO — L’associazione spiega inoltre che è ”pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, ma Italia Nostra ne sospende l’invionell’intento di recuperare l’importante sito archeologico e termale”. Italia Nostra precisa che la richiesta è ”di far luce su eventuali violazioni delle normative vigenti, al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Si chiede in particolare di rilevare l’inosservanza delle prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad Anas e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma (nel bacino dell’Ombrone) proprio a ridosso delle terme. Italia Nostra chiede anche di accertare se sussistano eventuali violazioni in ordine al mancato intervento da parte degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale, nonché alla tutela dell’incolumità pubblica”.

Fonte: Radio Siena e Siena TV

Italia Nostra: “Vogliamo salvare Petriolo”

Italia Nostra dichiara “la propria disponibilità a tentare di salvare il complesso storico” delle terme di Petriolo “e aprirà immediatamente un confronto con proprietà e Autorità di tutela”. L’associazione di tutela paesaggistica spiega inoltre che è “pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, ma Italia Nostra ne sospende l’invio nell’intento di recuperare l’importante sito archeologico e termale”. Italia Nostra precisa che la richiesta è “di far luce su eventuali violazioni delle normative vigenti, al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Si chiede in particolare di rilevare l’inosservanza delle prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad ANAS e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma proprio a ridosso delle terme. Italia Nostra chiede anche di accertare se sussistano eventuali violazioni in ordine al mancato intervento da parte degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale, nonché alla tutela dell’incolumità pubblica”.

Fonte: GoNews, “Terme di Petriolo: degrado e rischi per l’antico monumento e l’attività dei bagnanti”
Fonte: Il Cittadino on line, “Terme di Petriolo tra degrado e rischi”
Fonte: Qui Grosseto, “Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti”
Fonte: Ok Siena, “Bagni di Petriolo: degrado e rischi per i bagnanti”
Fonte: Qui Flaminia Marche, “Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti”
Fonte: Mister-x“Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti” 
Fonte: Antennaradioesse
“Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti” 

Terme di Petriolo: rischi per l’antico monumento e ora anche per i bagnanti

Fonte: Italia Nostra

Italia Nostra dichiara la propria disponibilità a tentare di salvare il complesso storico e aprirà immediatamente un confronto con proprietà e Autorità di tutela.
Pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, ma Italia Nostra
ne sospende l’invio nell’intento di recuperare l’importante sito
archeologico e  termale.

Terme di Petriolo: area di balneazione nel degrado

Terme di Petriolo: Il tratto di mura più compromesso pressato dalla strada di cantiere

Terme di Petriolo: qualità delle rifiniture e stato dei bagni

Si accendono di nuovo i riflettori sul caso Bagni di Petriolo per la richiesta di far luce su eventuali violazioni delle normative vigenti, al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Dalla perizia fatta  eseguire lo scorso mese di luglio da Italia Nostra Siena e Amici Bagni di Petriolo riteniamo che non siano state rispettate pienamente le prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e  Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad ANAS e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma (nel bacino dell’Ombrone) proprio a ridosso delle terme. I sopralluoghi hanno rilevato che gli interventi sulla chiesa e alle sottostanti vasche hanno carattere provvisorio, spesso incompleto e la messa in sicurezza della cinta muraria a lato del fiume è stata rimandata a data da definirsi.
Le prescrizioni della Soprintendenza.
Oltre al preventivo invito a realizzare la strada di cantiere lontano dai beni tutelati, venivano prescritti l’installazione di strumenti di monitoraggio per registrare le vibrazioni del terreno (ora disattivati) interventi di messa in sicurezza e manutenzione delle antiche strutture, l’adozione di presidi di protezione come puntellamenti, misure anti-urto, e antivibrazioni delle pavimentazioni.
Veniva disposto, inoltre, di regolare la velocità massima e il numero massimo giornaliero di passaggio dei mezzi di cantiere. Tutte le misure di prevenzione dovevano essere compiute prima dell’inizio dei lavori in modo da prevenire ed evitare dissesti ai beni tutelati, non a registrarli a danno avvenuto. Invece, i lavori e il passaggio di pesanti camion sono continuati senza interruzione, mentre gli interventi di messa in sicurezza sono stati rimandati, parzialmente eseguiti o nemmeno iniziati.
Il risultato è che oggi tutto lo storico complesso è a forte rischio e la situazione non potrà che aggravarsi ancora: nei prossimi mesi è previsto infatti un aumento del traffico pesante dei mezzi impegnati nella demolizione dell’attuale viadotto, con conseguenze per il complesso che potrebbero essere fatali. Per queste ragioni nell’estremo tentativo di salvare il complesso monumentale, Italia Nostra giocherà ogni carta a sua disposizione a partire dalla richiesta di un incontro urgente con UNIPOL proprietaria dell’area, con le autorità preposte alla pubblica incolumità, con gli enti locali con lo stesso Ministero per i beni culturali e il turismo.
Cenni storici
Le Terme di Petriolo erano già conosciute dall’epoca etrusca e romana, ma iniziarono a esser attrezzate come stazione termale nel Medioevo, esattamente nel 1266, per iniziativa della Signoria di Siena. Già allora Petriolo era una località molto conosciuta e assunse un notevole prestigio tanto che la sua fama si estese anche all’estero. Le Terme erano frequentate da personaggi della famiglia dei Medici e dei Gonzaga, oltre che da papa Pio II. Fu dunque costruita la cinta muraria intorno al borgo di Petriolo per salvaguardare il luogo da invasioni e garantire gli ospiti illustri. Nel tempo il sito perse d’importanza ma alla fine degli anni ’70 fu parzialmente riutilizzato. Nel 1980 iniziarono i lavori per costruire un nuovo impianto termale entrato in funzione nel 2000.
La situazione attuale
Gestito da una società controllata dall’Amministrazione pubblica, oggi il sito, soprattutto a causa della costruzione del nuovo viadotto, si presenta in una condizione di forte degrado. Eppure le terme di Petriolo si trovano in un territorio di grandissimo pregio paesaggistico, il bacino dell’Ombrone, lungo il corso del fiume Farma e l’omonima Riserva Naturale a circa 30 km a sud di Siena, tra boschi rigogliosi a pochi passi anche dalla vicina Riserva Naturale del Basso Merse. L’area è nel confine dei comuni di Monticiano (dove sono situate le Terme) e Civitella Paganico, rispettivamente in provincia di Siena e Grosseto. L’insediamento termale storico era costituito da una serie di manufatti. Le terme medievali composte da quattro vasche coperte da volte eranosituate sotto una chiesa con un piccolo campanile e affacciate sul corso d’acqua. Parte della cinta muraria è stata abbattuta decine di anni fa per permettere l’allungamento della strada provinciale; una parte è ben conservata; alcuni tratti sono invece in cattivo stato. In particolare le mura versano in condizioni strutturali molto rischiose a ridosso del fiume e in prossimità della strada di cantiere, sia in relazione a evidenti fenomeni erosivi, sia per gli spostamenti di terra e le conseguenti pressioni sul terreno della strada di cantiere. Nella cinta vi sono alcune torri tra cui una di maggior dimensioni che fino a qualche decennio fa è stata utilizzata come residenza religiosa. Oggi versa in grave stato di abbandono.
Nonostante la particolarità di questo sito – il complesso è un raro esempio di stabilimento termale fortificato – la sua vocazione storica viene totalmente ignorata.
Una risorsa per il territorio
Italia Nostra e gli Amici dei Bagni di Petriolo, invece, hanno sempre sostenuto l’importanza di questo bene storico e invocato la necessaria tutela e conservazione attraverso mirati interventi di restauro e riqualificazione dell’impianto, mettendo a sistema l’offerta storico-culturale e naturalistica che il sito offre per attirare un pubblico sempre più ampio all’interno di una straordinaria Riserva Naturale.

Terme di Petriolo, allarme di Italia Nostra Toscana

Fonte: GogoTerme

Sono un condensato sulfureo di natura e storia: la Riserva Naturale del Basso Merse e le tombe romanearricchiscono l’offerta turistica assolutamente libera di essere attraversata e scoperta.
Le vasche naturali spuntano lungo il corso del torrente Farma. La cinta senese è del 1400, ma non si tratta in questo caso della pregevole specie suina bicolore, bensì delle mura di cui rimangono caratteristiche e suggestive testimonianze accanto all’edilizia più contemporanea degli anni ’60, quando era attivo un vecchio stabilimento, poi affiancato da una nuova struttura pubblico/privata costruita a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.
Il complesso fa capo ad un edificio di culto datato a metà del 1200, una chiesa romanica monitorata dalla gente del luogo per il timore di crolli improvvisi. Fin dal medioevo sembrano esserci testimonianze di una vera e propria gestione economica del complesso termale come offerta ai viandanti ed agli abitanti del luogo. Si annoverano tra i fruitori delle acque curative esponenti delle famiglie nobili del rinascimento quali i Medici ed i Gonzaga, ma sarebbero anche vasche frequentate dai Papi.
Gli Amici dei Bagni di Petriolo ed Italia Nostra nelle ultime ore hanno richiamato l’attenzione dei media sui rischi legati al cantiere per il raddoppio del viadotto sulla statale Siena-Grosseto, Italia Nostra ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica che denuncia: “Lo stato di degrado del complesso termale storico dei Bagni di Petriolo, interessato dalla cantierizzazione dell’adeguamento della statale Siena-Grosseto, della costruzione del nuovo viadotto sul fiume Farma con pericolo per l’incolumità dei bagnanti e di chi staziona nelle vasche prossime al fiume” ha spiegato Mariarita Signorini.

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