COMUNICATO STAMPA 30.01.2019   TAV, AEROPORTI, TERZE CORSIE AUTOSTRADALI E AUTOSTRADE, PONTI, STADI, INCENERITORI E ALTRE OPERE: NON SUFFICIENTI LE VALUTAZIONI TRADIZIONALI PER DECIDERNE LA FATTIBILITA’.

 

IL PIANETA

 Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute,

del Patrimonio Storico e Paesaggistico.

Rignano sull’Arno (Firenze)

 

In prima analisi l’Italia, come paese industrializzato, sfora abitualmente i parametri indicati dall’IMPRONTA ECOLOGICA e quindi il bilancio è in perdita: questo designa una economia NON sostenibile; segnala che utilizziamo più risorse di quelle che il nostro territorio e le nostre acque possono fornire e rigenerare.

Già la valutazione di questo parametro dovrebbe, ai responsabili delle istituzioni e dell’economia, fornire chiare indicazioni sulle scelte da fare in merito a molte opere.

L’Italia, assieme alle altre grandi nazioni industrializzate, contribuisce nella quota parte, al debito ecologico sul pianeta Terra.

In secondo luogo, la ratifica degli accordi per il contenimento del riscaldamento climatico, dove contenimento si traduce in “ritardo sui provvedimenti necessari e non più procrastinabili”, impone un adeguamento IMMEDIATO delle economie nazionali affinché si abbattano le emissioni serra (e tutti i problemi locali collegati alle produzioni industriali e allo stile di vita, come produzione rifiuti, eccetera).

Pertanto qualsiasi grande opera, di dubbia funzionalità e utilità immediata e futura, se non negatività, NON deve costruirsi a fronte anche e non solo delle emissioni serra immediate che comporta, oltre agli impatti sul territorio e per chi lo abita.

(Più sotto riportiamo un documento diffuso recentemente in merito alla Tav, sottoscritto da ricercatori e tecnici, il cui valore si estende oltre la specifica opera in questione)

In alternativa sarebbe estremamente opportuno lavorare per mettere, in Italia, su strada ferrata a velocità normale, tutte le merci trasportate oggi su lunga distanza su gomma che è una follia energetica e logistica: cosa che comporterebbe molte meno emissioni, meno traffico autostradale pesante e la non necessità di terze corsie. Imperativi paralleli il produrre meglio e duraturo, produrre meno e utile, riparabile. Migliorare quindi il trasporto collettivo e rendere meno necessaria la costruzione di nuove arterie stradali e autostradali o ponti (dalla tirrenica alla follia del ponte doppio, quest’ultimo per 55 milioni di spesa tra Pontassieve e Firenze, per esempio!). Parallelamente, sarebbe opportuno accelerare la costruzione di automezzi elettrici e ibridi, per colmare il gap con l’industria orientale dovuto alla povertà progettuale e mancanza di lungimiranza da parte dei nostri manager e politici: minori consumi e minori emissioni serra e inquinanti, minore rumore. Agire insomma sull’economia utile e sostenibile con immediati riflessi positivi, mantenendo costantemente presenti i gravi problemi legati alle mutazioni climatiche: aumento livello mare, estremi climatici con danni all’agricoltura e disastri territoriali, conseguenze sui bilanci nazionali, eccetera.

Lungimiranza e cultura dei rischi oggettivi, consapevolezza e principio precauzionale contro gli interessi di bottega, gli egoismi personali, l’ignoranza.

Leonardo Mastragostino pres. IL PIANETA, socio Italia Nostra, già insegnante, g. pubblicista e scrittore.

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