Due leggi d’iniziativa popolare presentate in Regione per ambiente e urbanistica e rassegna stampa Regione Toscana‏

Abbiamo presentato finalmente le nostre due leggi d’iniziativa popolare, un grande impegno che ci ha visti coinvolti con mesi e mesi di lavoro lo scorso anno. Oltre al Coordinamento Comitati dei Cittadini di Grosseto, si ringraziano tutte quelle sezioni d’Italia Nostra e i molti soci che le hanno sottoscritte permettendoci così di poter presentare entrambe le proposte di legge sull’allargamento del Parco della Maremma e per le modifiche alla L.R. 1/2005 legge di Governo del territorio. Ora la parola passa ai politici sperando che venga tenuto in debito conto il nostro contributo.
Mariarita Signorini

Italia Nostra Onlus
Comitato dei Cittadini Area Fiorentina

Due iniziative di legge popolare presentate e discusse nella commissione
“Ambiente e territorio” 
della Regione Toscana

Martedì 31 maggio 2011 il Comitato promotore delle leggi di iniziativa popolare – “Proposta di ampliamento del Parco della Maremma” e “Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio)” – comitato promosso e sostenuto da Italia Nostra, dal Forum ambientalista e da molti comitati dei cittadini e associazioni ambientaliste della regione Toscana, quali il Coordinamento comitati dei cittadini di Grosseto e il Comitato Cittadini area fiorentina – si è incontrato con la commissione regionale Ambiente e territorio per illustrare il contenuto delle due leggi di iniziativa popolare che grazie alle migliaia di cittadini che l’hanno sottoscritte sono state ammesse alla discussione.
Erano presenti all’audizione il presidente Vincenzo Ceccarelli, il vice-presidente Agresti Andrea, il segretario Ardelio Pellegrinotti e i consiglieri Stefania Fuscagni, Paolo Marcheschi e Monica Sgherri.
Per il Comitato promotore oltre alla Presidente Daniela Pasini, erano presenti ad illustrare le due proposte Mariarita Signorini, Gianpaolo Bastia, Michele Scola, Daniela Porrati, Manlio Marchetta e Mario Bencivenni.
Per la “Proposta di ampliamento del Parco della Maremma” oltre a ribadire le linee generali incentrate sull’unificazione della miriade di vincoli e realtà che si occupano di questa vasta area di straordinario valore ambientale e paesaggistico, si è sottolineato anche l’importanza, ai fini della tutela, di una estensione dei limiti del Parco agli insediamenti urbani presenti, elemento propulsivo questo anche per un uso virtuoso delle attività economiche legate al turismo.
Dopo alcuni chiarimenti richiesti, la Commissione ha dichiarato che prima di esprimersi proseguirà l’approfondimento della proposta attraverso un incontro coi sindaci e le amministrazioni locali che sono interessate dalla nuova perimetrazione del Parco.
Per quanto concerne la seconda proposta, quella relativa alle “Modifiche alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio)”, sono stati illustrati i suoi punti più significativi. Oltre ad alcune precisazioni sul concetto di “governo del territorio”, su quello di “perequazione” che ha un’ incidenza importante in materia di pianificazione urbanistica a scala comunale, sulla partecipazione dei cittadini e sulla figura del Garante, l’esposizione si è particolarmente soffermata sul problema dell’attuale decentramento decisionale in materia urbanistica dalla Regione ai Comuni, una sorta di “devoluzione” che, mentre grava i Comuni di un eccesso di responsabilità e compiti, conferisce loro, nella realtà, un potere praticamente illimitato che, sempre più spesso viene condizionato dalle esigenze della speculazione immobiliare.
Facendo riferimento ad episodi negativi come quello della cementificazione della Collina di Bellosguardo, in via Arnoldi a Firenze, abbiamo chiarito ai commissari come la nostra proposta di Art. 5 “Modifiche al Titolo V (Atti, soggetti, funzioni) della l.r. 1/05” mira a introdurre nella legge la verifica della compatibilità urbanistica, cioè per esempio l’accertamento della coerenza della pianificazione comunale con i principi del Piano di indirizzo territoriale della Regione (PIT). Questa modifica non rintroduce affatto un principio di gerarchia tra gli enti né contraddice i principi che hanno portato alle modifiche al titolo V della Costituzione, cioè la necessità di attribuire una maggiore autonomia ai Comuni. Si tratta solo di mettere in atto un’ urbanistica nella quale, secondo il criterio della co-pianificazione, ciascun ente si assume le responsabilità che gli competono, secondo il proprio livello, ma nel rispetto dei principi statutari fissati dalle norme di pianificazione territoriale gerarchicamente per ambiti territoriali diversi.
La nostra proposta mira anche ad introdurre modalità e strumenti di verifica nuovi e realmente efficaci, oltre lo strumento estremamente limitato della Conferenza interistituzionale previsto dall’attuale legge.
Al termine dell’audizione la Commissione attraverso il suo presidente ha espresso apprezzamento per quanto contenuto nella proposta di legge di iniziativa popolare anche nella prospettiva dell’ iter di revisione della legge 1/2005 che attualmente anche la Giunta sta proponendo al Consiglio regionale.
Il Comitato nel ringraziare la Commissione per l’audizione, ha auspicato che il Consiglio dia a queste proposte tutta l’attenzione che meritano. In questo modo infatti innanzi tutto si valorizzerebbe un episodio di significativa partecipazione democratica. Ma ancora si darebbe un segnale importante che riporti le questioni del governo del territorio nelle sue sedi istituzionali cioè quelle della “politica” e interrompa quel circolo vizioso che ha portato questa materia sempre più di frequente nelle sedi dell’azione giudiziaria.

Comunicato Regione Toscana
Governo territorio: iniziativa popolare per modificare legge regionale

In commissione Ambiente, l’audizione del comitato promotore che intende emendare la legge 1 del 3 gennaio 2005 ed “avviare un percorso per una verifica di coerenza tra pianificazione sovraordinata, comunale e attuazione delle scelte”.
I principi fondanti l’urbanistica e del governo del territorio al centro della proposta di legge di inziativa popolare presentata in commissione Ambiente e territorio presieduta Vincenzo Ceccarelli (Pd) e corredata da settemila firme. Una proposta avanzata dalle associazioni nazionali Italia Nostra e Forum Ambientalista insieme a comitati di cittadini sorti spontaneamente, sollecitati dal fatto che i primi cinque anni di attuazione della legge che regola il governo del territorio, “forse anche alla luce di una errata interpretazione del principio di sussidiarietà stabilito dalla riforma del Titolo V”, non ha impedito “gravi ferite al territorio toscano”.
Nella proposta di legge, si evidenzia la necessità di “riportare sul terreno della politica la questione urbanistica” come ha detto Mario Bencivenni del comitato promotore. “Nessuno vuole ristabilire una gerarchia di enti in palese contrasto con il Titolo V. Tuttavia esistono gerarchie di interessi statutari che occorre rispettare”. Per Bencivenni, in buona sostanza, le modifiche intendono trovare una “coerenza degli atti oggi molto confusa. I piani comunali devono essere conformi con quelli regionali e non svincolati per cui alla fine tutto è possibile”. Una analisi condivisa anche dal prof. Manlio Marchetta dell’Università di Firenze che ha stigmatizzato una “discrepanza tra piani strutturali e urbanistici” dovuta a “definizioni vaghe tra la pianificazione cosiddetta sovraordinata (regionale e provinciale), quella comunale e la successiva attuazione”. “Il meccanismo decisionale non è chiaro mentre agli istituti speciali come le conferenze dei servizi e di pianificazione è demandato il compito di scelte fondamentali”.
In estrema sintesi, la proposta di legge intende “trovare un momento terzo di verifica nella coerenza degli atti”.
Per Ceccarelli, alcuni dei punti di criticità sollevati dal comitato promotore “sono condivisibili. L’avvio del procedimento di revisione della legge 1 – ha detto – partirà ufficialmente con la comunicazione dell’assessore Marson. La Regione si sta dunque già muovendo per dare alla Toscana una legge di governo del territorio chiara e a tutela di un patrimonio ambientale unico al mondo”.
Per il vicepresidente della commissione Andrea Agresti (PdL), la legge 1 “non è tutta da buttare ma c’è molto da riformare” e sui principi di sussidiarietà Agresti ha sottolineato come i sindaci “non possano essere messi sottotutela”.
Condivisione a gran parte della proposta di iniziativa popolare è stata espressa anche da Monica Sgherri (Fed.Sin/Verdi). (f.cio)

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Una Risposta

  1. […] Italia Nostra Onlus – Sezione di Firenze il novembre 27, 2011 A seguito della presentazione delle due leggi di iniziativa popolare da parte di Italia Nostra Firenze pubblichiamo l’articolo di Nove da Firenze REGIONE […]

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